Avvisi parrocchiali

Oggi il Vescovo ha comunicato gli spostamenti dei sacerdoti. C’è una nomina che riguarda anche la nostra parrocchia. Il vescovo ha nominato collaboratore don Eden, un sacerdote di 32 anni del Ciad che studia alla Facoltà teologica qui a Firenze.
Lo accogliamo come un dono del Signore.

Come tutti gli anni, in questo periodo, la chiesa cattolica italiana è particolarmente impegnata nella sensibilizzazione alla destinazione dell’ 8×1000 per i propri progetti. Si tratta di una scelta che al contribuente non costa nulla, ma che permette di moltiplicare risorse e servizi che ritornano sul territorio a beneficio di tutti, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo, sostentamento dei sacerdoti diocesani, culto e pastorale che comprende anche gli interventi a tutela dei beni culturali ed ecclesiastici. È una firma che si traduce in accoglienza, solidarietà e speranza.

La nostra parrocchia ha aderito al progetto “Una firmaXunire”, un modo concreto per promuovere la scelta dell’ 8×1000 alla.Chiesa Cattolica italiana. Sono ancora tanti, infatti, i contribuenti che non esprimono nessuna scelta, perché non sanno che lo possono fare o perché non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi, oppure perché ritengono che la procedura sia troppo complessa.

Il mese di giugno è tradizionalmente dedicato al Sacro Cuore di Gesù, segno dell’amore infinito e misericordioso di Cristo per l’umanità.
Possiamo rivolgere a Lui il nostro pensiero e recitare ogni giorno l’Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù, affidandoGli la nostra vita, le nostre famiglie, la nostra comunità e le necessità del mondo intero.
Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.
Amen

8 marzo 2026

Per conoscere e vivere sempre meglio la Messa

Per continuare a riflettere sul coinvolgimento di tutti nella celebrazione prendo tre passaggi del Canone Romano, una delle preghiere eucaristiche più antiche.
Ricordati di tutti coloro che sono qui riuniti, […] per loro ti offriamo e anch’essi ti offrono questo sacrificio di lode.
E ancora…
Accetta con benevolenza, o Signore, questa offerta che ti presentiamo noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia […]
Infine…
In questo sacrificio, o Padre, noi tuoi ministri e il tuo popolo santo celebriamo il memoriale […]
Nessuno può sentirsi solo uno spettatore e nemmeno si può ridurre la Messa ad una preghiera individuale: è azione di tutta la Chiesa unita al suo capo Gesù Cristo, Figlio di Dio.


22 febbraio 2026

Per conoscere e vivere sempre meglio la Messa

Questa settimana abbiamo iniziato al Quaresima, tempo di penitenza e purificazione.
In ogni celebrazione, prima di ricevere la Comunione tutti insieme diciamo:

O SIGNORE, NON SONO DEGNO DI PARTECIPARE ALLA TUA MENSA, MA DI’ SOLTANTO UNA PAROLA E IO SARÒ SALVATO.

Sono parole riprese da quanto disse il centurione a Gesù in Mt 8,8 ed esprimono la consapevolezza di non essere degni di ricevere il Corpo di Cristo e anche la sproporzione che c’è fra quello che riceviamo e quello che siamo. Qui si manifesta l’amore di Dio, che non si dona per meriti ma per grazia. Solo quando riconosciamo la grandezza del dono e non ci sentiamo all’altezza, ci possiamo stupire dell’amore che Dio ha per noi.

Voi vi stupite ancora di poter ricevere il Corpo di Cristo?


15 febbraio 2026

Oggi riflettiamo sulla risposta più breve e più ripetuta: AMEN

Deriva dalla radice ebraica aman, che richiama i concetti di stabilità, fedeltà e fiducia. Non è solo un auspicio, ma la proclamazione che qualcosa è vero.

Usato per chiudere le preghiere, esprime il consenso dell’assemblea alla preghiera pronunciata dal sacerdote che presiede.

Nel Nuovo Testamento, è spesso utilizzato per rafforzare le affermazioni di Gesù: “In verità io vi dico…”

In ogni Messa festiva i fedeli lo pronunciano insieme 10 volte.

Una volta invece ogni fedele lo dice da solo per esprimere la sua fede nella presenza reale di Gesù Cristo risorto nel pane consacrato.
Il Corpo di Cristo: ci credo! è vero!


8 febbraio 2026

Oggi consideriamo un’altra risposta del popolo.

IL SIGNORE RICEVA DALLE TUE MANI QUESTO SACRIFICIO A LODE E GLORIA DEL SUO NOME, PER IL BENE NOSTRO E DI TUTTA LA SUA SANTA CHIESA.

È chiaro quindi che la Messa è prima di tutto un “sacrificio”, il sacrificio di Gesù Cristo sulla croce, che sirende presente in modo incruento sul nostro altare. Questo sacrificio lo offre il sacerdote insieme a tutti i fedeli. Infatti chi presiede dice: “Pregate, fratelli e sorelle, perché il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio Padre onnipotente

Il Concilio Vaticano II ci insegna che la partecipazione dei fedeli non è come quella degli spettatori, ma “è necessario che i fedeli si accostino alla sacra liturgia con retta disposizione d’animo, armonizzino la loro mente con le parole che pronunziano e cooperino con la grazia divina per non riceverla invano.”


1 febbraio 2026

Iniziamo dalla risposta più lunga del popolo durante la Celebrazione.

Il sacerdote, dopo la Consacrazione, dice: MISTERO DELLA FEDE

Il popolo acclama: ANNUNCIAMO LA TUA MORTE, SIGNORE, PROCLAMIAMO LA TUA RISURREZIONE, NELL’ATTESA DELLA TUA VENUTA

L’Eucaristia è dunque: la ri-presentazione del sacrificio di Cristo sulla croce, la Celebrazione della sua risurrezione e l’attesa del suo ritorno glorioso alla fine dei tempi.

Le tre dimensioni del tempo, passato – presente – futuro, nella Messa sono un’unica realtà: il Mistero della Pasqua

Ricordiamo il passato, nel presente riceviamo la grazia e siamo protesi verso il futuro e definitivo compimento della salvezza nel Regno dei Cieli.

Il filmato che ci consente di veder dentro le impalcature, nonostante l’altezza, il necessario, urgente … e attento intervento di manutenzione della nostra chiesa parrocchiale.

La nostra chiesa parrocchiale, come mostrato nel video, necessita di interventi di manutenzione. Per sostenere le spese chiediamo, a chi ne ha la possibilità, un’offerta libera.
È possibile contribuire tramite bonifico sul conto parrocchiale

IT93 W 05034 02806 000000000776

Ogni contributo è prezioso. Grazie per il vostro sostegno.


Il gruppo di lavoro per il Burkina ha ricominciato la sua attività.
Il ritrovo è ogni lunedì pomeriggio, dalle ore 16.30 alle 18.30, per sferruzzare insieme. Ma… c’è bisogno di lana! Vanno benissimo matasse da raggomitolare, avanzi di gomitoli. Le nostre signore sono bravissime ad accostare colori e filati diversi! La lana può essere portata alla Casa della Gioventù nell’orario di attività, oppure in canonica.
Grazie !


Se vuoi iscriverti al canale WhatsApp della Parrocchia manda un messaggio al 3703265661, altrimenti inquadra il Inquadra il QR Code. Per saperne di più

Canale Parrocchia San Piero in Palco

La nostra Chiesa parrocchiale ha bisogno di lavori urgenti! Documentiamo la situazione attuale. ora che, con i ponteggi montati è ... ben visibile!

Per preparare i pacchi per un centinaio tra persone e famiglie che chiedono l’aiuto della nostra comunità parrocchiale sono necessari:
PASTA, LEGUMI O VERDURE IN SCATOLA, PELATI, TONNO, OLIO, BISCOTTI, LATTE, DETERSIVI, PRODOTTI PER L’IGIENE.
Si possono portare in chiesa.
GRAZIE

Uno spunto per continuare a pregare per i nostri defunti e fermarsi ancora a riflettere. L'omelia della Commemorazione dei defunti

DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV AI PELLEGRINI DELLE DIOCESI TOSCANE E ALTRE

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

La pace sia con voi!

Eminenze Reverendissime,
Eccellenze,
fratelli e sorelle,

vi do il benvenuto, salutando tutti voi che provenite dalle diocesi della Toscana, insieme ai pellegrini di Camerino-San Severino Marche, di Fabriano-Matelica, di Lanciano-Ortona e di San Severo. Benvenuti tutti!

Il pellegrinaggio giubilare è una bella occasione per rinnovare insieme la professione di fede e per esprimere anche la dimensione comunitaria ed ecclesiale della sequela cristiana; infatti, l’unica Chiesa di Cristo si incarna nelle realtà particolari come le diocesi, ma essa ci chiama anche alla cattolicità, a sentirci unica famiglia dei figli di Dio al di là dei confini stabiliti, vincendo la tentazione di una appartenenza identitaria chiusa e vivendo la comunione.

Si tratta di una frontiera necessaria soprattutto rispetto alle sfide dell’evangelizzazione. Certamente, il vissuto esistenziale, sociale ed ecclesiale delle vostre diocesi è diverso, dal momento che provenite da tre Regioni italiane che hanno una propria storia: tuttavia, anche se con accenti diversi, siamo tutti chiamati a interrogarci e ad immaginare nuove vie pastorali per un rinnovato annuncio del Vangelo, soprattutto per affrontare alcuni temi come la catechesi dell’iniziazione cristiana, il calo delle vocazioni al ministero ordinato, la partecipazione attiva dei laici alla vita ecclesiale, la presenza delle Comunità rispetto alla vita delle famiglie, dei poveri, del mondo del lavoro, e così via.

In alcune Regioni italiane – e la Toscana e le Marche sono tra queste – è stato avviato anche un processo di unificazione delle diocesi che, da una parte, può far emergere alcune potenzialità pastorali, non tanto riguardo alle forze numeriche ma alla qualità della proposta.

Dall’altra parte, provenendo ciascuno da una storia ecclesiale particolare e considerando le differenze geografiche, territoriali e talvolta pastorali, è necessario che si faccia un vero e proprio esercizio sinodale, cioè che si cammini insieme per interrogarsi, per iniziare qualche sperimentazione e per avviare un discernimento sereno e franco al fine di evidenziare le possibilità e i limiti di un tale processo, così da verificare se ci sono o meno le condizioni per andare avanti. Vi sono già in atto alcune collaborazioni che superano i confini diocesani, come nel caso del Tribunale ecclesiastico, e ve ne sono altre che si stanno avviando per esempio riguardo alla formazione iniziale dei presbiteri e ai Seminari. Vi invito a proseguire su questa strada, perché queste esperienze possono aiutarci a discernere il futuro.

Vorrei rivolgermi poi, in particolare, al popolo della Toscana, essendo questo il pellegrinaggio giubilare della Regione. La vostra terra, situata al centro dell’Italia, straordinario grembo di cultura e di arte che conserva le indelebili tracce del Medioevo e del Rinascimento e che ha dato gli illustri natali a figure come Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti e tanti altri, è anche erede di una ricca storia cristiana, nella quale è maturato il seme della santità di Santa Caterina da Siena, Santa Gemma Galgani e altri ancora, così come si possono menzionare numerose figure di importanti Pontefici.

La ricchezza di tale eredità, naturalmente, non deve farci restare con uno sguardo all’indietro, che si limita ad ammirare lo splendore del passato sottovalutando le sfide del presente. Oggi, anche a fronte della buona volontà e della generosità che vi caratterizza come popolo, non mancano questioni che evidenziano una certa crisi della fede e della pratica religiosa, e che esigono un coraggioso investimento nella formazione cristiana e un nuovo entusiasmo nell’evangelizzazione.

Vorrei però esortarvi ad assumere, come Chiesa locale, lo stile della vicinanza, mettendovi in ascolto dei travagli e delle fatiche della gente. Lo dico soprattutto pensando alle preoccupanti notizie che riguardano diversi settori del mondo del lavoro. Ciò non deve apparire fuori luogo ma, anzi, come ricordava San Paolo VI, circa il mondo del lavoro, la Comunità cristiana, «non solo deve aprirsi, ma ancor di più, deve essere fraternamente e attivamente presente in questo mondo con uno spirito di intelligente comprensione, di vigile discernimento, di amichevole dialogo […]. La comunità cristiana, di fronte alle conseguenze negative della crisi occupazionale e sociale, di fronte alle incerte prospettive del futuro, è chiamata ad esercitare, con generosa passione, un ruolo molteplice studiando i problemi, elaborando soluzioni, assumendo proprie responsabilità: insomma, essa deve essere Chiesa sul territorio, cioè Chiesa presso le case, Chiesa presso le fabbriche, Chiesa “presso l’uomo”» (S. Giovanni Paolo II, Discorso ai lavoratori, 18 marzo 1984).

In una terra laboriosa come la Toscana, in cui sono presenti alcune eccellenze del piccolo mondo dell’artigianato e della piccola e media industria, è doloroso constatare come la crisi economica che coinvolge numerose aziende costringe al licenziamento di tanti lavoratori e tanti altri li lascia in cassa integrazione, in attesa che si sblocchino gli accordi istituzionali volti alla ripresa delle attività. Vi esorto perciò ad essere una Chiesa vicina al mondo del lavoro, compassionevole e incarnata, perché l’annuncio del Vangelo diventi presenza concreta di consolazione e di speranza, ma anche parola profetica che richiami l’importanza di garantire il lavoro a tutti, in quanto esso «è una dimensione irrinunciabile della vita sociale» (Francesco, Fratelli tutti, 162).

Carissimi, alcune urgenze pastorali e sociali su cui ho desiderato soffermarmi, seppur in modi diversi e secondo priorità differenti, interessano tutte le Chiese locali e chiamano ciascuna delle nostre Comunità cristiane a un risveglio dell’evangelizzazione e a un discernimento sulle forme di presenza ecclesiale nel territorio. Don Lorenzo Milani, profeta della Chiesa toscana, che Papa Francesco ha definito «testimone e interprete della trasformazione sociale ed economica» (Francesco, Discorso ai membri del Comitato per il centenario di Don Lorenzo Milani, 22 gennaio 2024), aveva come motto “I care”, cioè “mi importa”, mi interessa, mi sta a cuore. Ecco, vi esorto a non rimanere nella staticità e a fare la vostra parte per delineare il volto di una Chiesa che ha a cuore la vita delle persone, in particolare dei più poveri.

Vi affido all’intercessione della Vergine Maria e benedico voi e le vostre Comunità.

Canto del Padre Nostro

Benedizione

Buon pellegrinaggio a tutti!

Rificolona è un' occasione di incontro "a tutto tondo", che dal 1600, chi abita a Firenze, rivive ogni anno. È una tradizione delle campagne, di quando i contadini partivano a piedi, nella notte del 7 settembre, per andare alla Messa in Centro alla Santissima Annunziata, la mattina del giorno 8, Festa della Natività di Maria; camminavano usando lanterne, fatte con carta colorata per illuminare la strada.

E questo abbiamo fatto anche noi, ieri sera, nel giardino della chiesa: una cena condivisa, con famiglie, adulti, giovani e bambini, giocando, parlando... con gioia:
Tessitori di relazioni ...
Poi, con le rificolone - costruite dai bambini nei laboratori dei pomeriggi di venerdì e sabato- abbiamo illuminato la strada per arrivare al sagrato della chiesa, dove c'era "Maria", madre di Gesù
A lei, insieme a don Francesco che ha guidato la preghiera, abbiamo vissuto la "vera" Rificolona, con il desiderio di affidarle tutte le nostre preghiere.

Poi c'è un "dopo" Rificolona, da vivere oggi, nel  giorno della Festa tanto attesa della Natività della Beata Vergine Maria.
Possiamo pregare per la Pace:
A Messa, nella preghiera chiamata "Colletta", si chiede che in noi cresca la pace, poiché la nascita di Maria _"ha segnato l'inizio della salvezza"; parole che si capiscono meglio nella prima Lettura, dal Libro del Profeta Michea, che annunciano con grande anticipo la nascita di Gesù,  dicendo che "Egli sarà la pace"
E pace sia, nel cuore di tutti noi!

La lettera del vescovo Gherardo a tutti i fedeli della Chiesa fiorentina, con l'augurio .... "A tutti voi, alle vostre comunità e famiglie buon anno giubilare"

L'esperienza ci dice che oggi tante persone non conoscono più il significato dei gesti e dei riti che si fanno in chiesa durante le celebrazioni. Potrebbe essere utile leggere questa pagina, che spero possa aiutare a comprendere e a partecipare meglio.